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L’attenzione posta di recente sulla
crescita della criminalità nella nostra regione, impone, da un lato,
un’attenta considerazione della natura degli indicatori che offrono
un’immagine più immediata del fenomeno, dall’altro, una riflessione
orientata ad ipotizzare le variabili che su tali indicatori possono
intervenire. I dati attualmente più accessibili e più utilizzati sono
quelli relativi alle denunce dei reati. Sotto questo profilo, la
devianza penale si presenta come fenomeno rilevabile solo nel momento in
cui le Istituzioni preposte al controllo della stessa vengono
sollecitate ad attivarsi attraverso la denuncia, o nell’ambito di un
intervento diretto. Se si tiene conto di ciò, è necessario ipotizzare un
insieme di variabili che incidono sull’andamento delle denunce assai
complesso (numero effettivo dei reati commessi, la propensione delle
vittime e dei cittadini a denunciare, etc.). Un’attenta verifica
richiede l’effettuazione di una ricerca capace di rivelare la “cifra
oscura” dei reati non denunciati, che costituiscono oggetto di studio in
una seconda fase del presente lavoro. Solo un’indagine rivolta a far
emergere il “numero oscuro” della criminalità può condurre a una
descrizione più realistica del fenomeno. I dati di cui qui ci occupiamo
descrivono l’estensione e le tendenze dell’intervento istituzionale; il
quadro che ne risulta ha il pregio di esporre ipotesi di tendenza
attraverso la comparazione dei diversi indicatori presi in
considerazione. In questa presentazione sono stati presi in
considerazione i soli dati relativi a tutti i reati commessi contro la
persona ed il patrimonio denunciati alla Polizia, Carabinieri e Guardia
di Finanza e desunti dalle statistiche ufficiali pubblicate dall’ISTAT
per il periodo 2000-2004. Non essendo a conoscenza delle modalità
secondo cui vengono compilati i moduli di rilevazione, né i criteri di
correzione applicati dall’ISTAT, non è possibile valutare l’incidenza di
eventuali variabili connesse a tali operazioni che potrebbero incidere
sull’affidabilità dei risultati. Nell’esposizione delle tabelle e dei
grafici ci si è limitato a focalizzare gli aspetti emergenti ed a
formulare alcune ipotesi, lasciando aperti interrogativi circa eventuali
interpretazioni concorrenti, in quanto il livello di informazione
raggiunto non ci consente risposte definitive. La funzione, dunque, di
questa elaborazione, è quella di offrire alle Istituzioni interessate ed
agli addetti ai lavori, dei primi materiali di riferimento per attivare
momenti di confronto ed approfondire il dibattito sulle modalità più
adeguate di intervento. |