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A nessuno dovrebbe essere consentito di
entrare, se non in punta di piedi, con la discrezione massima e la
partecipazione appassionata che sono proprie soltanto di chi legge, tra
le pagine di questo libro. E soprattutto non a me, si direbbe, che i
protagonisti di questa storia non ho mai conosciuto di persona.
Eppure un giorno tra mille messaggi puoi
trovare una mail, e dentro la mail un racconto, e dentro il racconto una
persona, una vita. E leggi, e sai che i fili delle relazioni umane
seguono percorsi spesso sorprendenti, e ti fidi del tuo istinto. Poi una
voce al telefono a raccontarti, e la sensazione di aver riannodato un
filo il cui capo non puoi vedere, ma che sai esserci, e forte.
Così rileggi il testo, le parole, i
riferimenti che non potrai cogliere, forse, ma che non importa, vedi e
senti tuoi, profondamente tuoi, per qualche misteriosa ragione. E
rileggi ancora, e sai che il dolore e l’amore sono profondamente
collegati, come le nostre vite, come in quel film che raccontava che in
fondo siamo, tutti e tutti insieme, l’uno dall’altro distanti soltanto
sei gradi di separazione.
C’è una linea di confine, tra l’amore e il
dolore, che tutti abbiamo conosciuto.
Questa storia appartiene a tutti noi, che
l’abbiamo già vissuta o che siamo soltanto già preparati ad
attraversarla.
Ivan Scalfarotto
(politico - dirigente aziendale)
Santa Rossi, salernitana,
cinquant’anni, due figli, dopo tre lustri di carriera nel terziario
avanzato, abbandona tutto e per tre anni combatte accanto al suo uomo
contro la morte; quando, poi, lui se ne sta andando si riconcilia con la
morte stessa e lo accompagna dolcemente verso l’ultimo respiro.
Santa Rossi, oggi,
non è nulla di ciò che era. Questo libro e i suoi disegni sono la sua
nuova storia... e se qualcuno le chiede “che lavoro fai?” lei risponde
“se ti lasci guardare gli occhi, poi, ti racconto e ti disegno quello
che di te non hai visto ancora” |