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Non è stato semplice questa volta concentrare
l’attenzione su un tema che, peraltro, mi sta particolarmente a cuore e
mi vede fortemente impegnato nella sua concreta realizzazione.
Infatti, dopo l’esperienza entusiasmante di “Vivrò per
Lei”, frutto di un’irripetibile ispirazione superiore e scritto di getto
forse nel timore di non riuscire a cogliere cronologicamente il
succedersi di una lunga serie di eventi palpitanti, mi sono chiesto
varie volte se era il caso di mettere mano ad altro libro, specie tenuto
conto che l’onda emozionale suscitata da quegli avvenimenti appare
ancora lunga.
Alla fine ha prevalso lo spirito positivo della mia musa
ispiratrice, Lucia, che mi induce a proseguire per la strada intrapresa.
Lei anche in questa avventura è con me, lo sento, e,
tanto per non cambiare, qui nella sua stanza, a qualsiasi ora della
giornata, alle prese con il suo pc, di fronte ad una bacheca traboccante
di ricordi e con il sottofondo dei cd di Renato Zero - che Lucia mi ha
fatto conoscere ed apprezzare - ho trovato gli spunti adatti per
realizzare questo lavoro, sicuramente più complesso del primo perché in
me è sempre più forte la consapevolezza della umana fragilità e i
momenti di sconforto sono sempre in agguato.
Come porre un argine ad un dolore così immanente nella
nostra difficile, quotidiana esistenza? Come riuscire a colmare il vuoto
che si è aperto in famiglia? Come immaginare che il dopo Lucia possa
realmente svolgersi senza traumi?
A questi angosciosi interrogativi, attraverso una mia
personale elaborazione del dolore, ho inteso dare una risposta concreta
confermando tutto l’impegno quotidiano in favore dei miei familiari, nel
rispetto degli impegni di lavoro, sforzandomi nel contempo di ampliare i
miei obiettivi nel mondo della solidarietà.
Se avrete ancora una
volta la pazienza di seguirmi in questi semplici ragionamenti, in questa
raccolta di esperienze, di sensazioni, di emozioni e soprattutto di
buone intenzioni che vorrei tanto facessero breccia nei cuori di tutti
noi, ebbene scorgerete che il filo che lega la mia attuale esistenza,
volutamente caotica e solo apparentemente razionale, a Lucia è di quelli
eterni, imperituri, inossidabili in quanto spicca un dato che ci ha da
sempre accomunato in famiglia e ci vede oggi più vicini che mai, come
d’altronde è sancito a chiare lettere in un nostro patto segreto: il
desiderio di portare a termine nel migliore dei modi un compito
assegnato e l’ansia di non fare in tempo a realizzarlo. |