L’atelier di Antonella Raio è
a Ponticelli, uno studio al piano basso in un complesso di case popolari
a contatto con una realtà a volte difficile. Una realtà con cui lei
entra in contatto quotidianamente; la osserva e ne ascolta storie di
umana miseria e profonda insoddisfazione.
È
probabilmente la conoscenza di tale scontento che spinge Antonella a
riflettere sulla condizione umana nel senso più ampio della parola. Le
sue opere assorbono e trasmettono malesseri esistenziali che si
manifestano attraverso le deformazioni degli oggetti, le prospettive
sbilenche e i giochi di specchi che riflettono all’infinito figure
cariche di inquietudine.
Per Antonella
fare arte è un modo per conoscere e conoscersi, scavando fino in fondo
per far emergere gli aspetti più intimi di sé. Con una grande abilità
manuale salda, taglia, incolla, cuce e modella le proprie opere che
diventano, a seconda dei casi, ora una via di fuga ed ora un rifugio.
Un’artista versatile che utilizza diversi medium che rivelano una
profonda conoscenza del fare arte al punto tale da ottenere inattesi
risultati quando la scultura giunge a soluzioni illusionistiche di tipo
pittorico o quando la fotografia diventa varco verso uno spazio che ci
sembra tangibile.
La
caratteristica precipua di Antonella consiste nel realizzare opere in
cui si fondono magistralmente i semplici oggetti della vita quotidiana
ai temi chiave dell’esistenza umana, quali la nascita, il sentimento
religioso, la ricerca del sé interiore, per cui i suoi lavori partono
dall’attenzione verso il contingente per approdare a riflessioni di
ordine più ampio e universale.
Antonella Raio’s atelier is in Ponticelli at the ground floor of a
tenement building, placed in a difficult environment. She is constantly
in contact with this environment, she observes it and listens to its
stories of human misery and deep dissatisfaction.
It is probably the comprehension of this discontent that pushes
Antonella to reflect on the human condition in the widest meaning of the
word.
Her works absorb and transmit the existential unease that appears
through the deformation of the objects, the rickety perspectives and the
special effects obtained by mirrors that reflect endlessly shapes full
of anxiety.
According to Antonella, the making of art is a way to know the reality
and to know herself, digging in depth to come out the inner aspects of
her-self. With highly competent manual skills, she welds, cuts, glues,
sews and moulds her works that become, according to the different
situations, either a way out or a shelter. Antonella is a flexible
artist who uses different medium (media), which reveal a good competence
in making art. This produces unexpected results when the sculpture
achieves illusionistic solutions in the painting field or when the
photography becomes a gate towards a space that seems to be touchable.
Antonella’s main feature consists in realising works in which everyday
objects are masterfully merged with key topics of human life, such as
the birth, the religious belief, the search of the inner self.
Consequently, her works start from the focus on the daily occurrence in
order to achieve wider and universal thoughts |