A cavallo della metà dell'800 a
Napoli, come in altre capitali italiane, per iniziativa di giornali
letterari o di associazioni culturali, in occasione del Capodanno o
della Pasqua o di altre ricorrenze, si pubblicavano le cosiddette
"strenne" letterarie. Comprendevano lavori inediti, per lo più liriche e
talvolta anche prose.
Tra gli autori di tali volumi
c'era Giovannina Papa, poetessa vesuviana, figlia di Luisa Colletta in
Papa.
Nata intorno al 1830, frequentatrice discreta dei circoli intellettuali
ed artistici della capitale del Regno, trasfondeva in versi soavi e
mesti i sensi delicati di una esistenza difficile e spiritualmente
intensa.
Nel presente volume sono riportati quei suoi componimenti già
sparsamente pubblicati in strenne e giornali ma a noi tramandati in un
manoscritto autografo che Giovannina Papa lasciò prima della morte nel
1864.
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