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Sul ponte ideale che Maurizio Siniscalco
ha voluto stendere tra l’imponente mole di Castel dell’Ovo a Napoli ed
il vertiginoso Museo di Arte Contemporanea di Oscar Niemeyer a Niteroi,
arriva sospinto dalle brezze leggere dell’Atlantico Ernesto Tatafiore,
lirico e allusivo.
Porta con sé i suoi pochi incisivi colori
e la sua tanta raffinatezza. E dalla valigia magica del suo repertorio
di icone e ritratti, tira fuori sorridente sotto gli eleganti baffi
grigi i miti e gli eroi del suo universo simbolico: ecco Robespierre,
ed ecco Lenin, con le loro rivoluzioni sublimate, ecco Ulisse e
Beethoven alla ricerca di nuove trasognate frontiere, ecco Masaniello e
Giordano Bruno metafisici ma non dimentichi della brutta fine terrena,
Diderot e Vico che hanno creduto nell’uomo e nel mondo civile, ed ecco
la grande lezione di de Chirico. Tutti eroi maschili, scortati dalle
sensuali e intriganti figure femminili dell’allegoria e della metafora,
della metafisica e della filosofia, e tutti insieme sospinti
dall’utopia. Ma sarà l’attesissimo incontro tra Pelé e Maradona, una
provocazione tellurica nel continente latinoamericano, a risolvere con
impareggiabile ironia le tensioni ideali e morali della galleria di
ritratti proposta da Ernesto Tatafiore. Sapere cosa si diranno o rei ed
il pibe de oro sarà tanto importante quanto lasciarsi sedurre dal segno
inconfondibile, fresco ed intrigante di questo sublime pittore
napoletano, che l’Istituto Italiano di Rio de Janeiro sponsorizza con
ammirazione ed entusiasmo, certo che lascerà il segno negli occhi e nei
cuori dei carioca.
Rubens Piovano
Direttore dell’Istituto Italiano di
Cultura di Rio de Janeiro |